Biografia

Carlo Iorietti

 

 

Si diploma alla scuola di pittura del Prof.G.Rizzi dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.Inizia la sua attività espositiva nel 1987 con una mostra personale ad Aosta presso la Sala d’Arte Comunale,nel 1989 espone i suoi lavori alla Fiera di Arte Contemporanea di  Bari,nel 2005 all Spazio Culturale Alberghina di Torino,nel 2011 allo Spazio Artefilia di Torino,nel 2012 alla Galleria Daimon Art di Torino e nel 2013 in “Volti del Tibet” alle Scuderie della Tesoriera di Torino.Partecipa inoltre a varie collettive a Torino nel Palazzo degli Antichi Chiostri,a Verbania presso la Sala della Resistenza,alla Società delle Arti di Torino.Tra le esposizioni più recenti annovera “Percorsi Difformi” alla Galleria La Conchiglia di Torino ed alla Galleria 20,”Percorsi di estetica contemporanea”.Nel 2015 ha esposto nella collettiva alla “Art Gallery-The Tabernacle” di Londra in “Madre Italy-Artisti Italiani a Londra. E’ uno degli artisti  fondatori del “Collettivo37” di Torino.All’attività pittorica di arte contemporanea, ha affiancato il restauro di affreschi,decorazioni e dipinti su tela eseguendo lavori sotto la tutela dei Beni Artistici e Architettonici del Piemonte e con svariate ditte di restauro artistico.Per citare alcuni,tra i più importanti lavori di restauro: S.Maria dei Cappuccini a Torino, Duomo di Ceva, Borgo Medioevale di Torino, Villa Remmert, Ciriè, Tetro Gobetti,Torino, Scalone di Palazzo Cavour, Torino. Ha contribuito alla realizzazione del Progetto itinerante "Via Crucis37" realizzando per l'occasione 4 importanti opere pittoriche in esposizione presso la Chiesa neogotica di San Vittore,nella Tenuta Reale di Pollenzo ed in seguito nella Chiesa romanica di San Rocco a Condove e nel Complesso Monumentale del Broletto a Novara.Di grande rilevanza la sua partecipazione alla mostra "Il paesaggio montano dall'800 al contemporaneo" a cura della Dssa Cinzia Tesio che lo ha invitato a realizzare un'opera sul tema.Si tratta di importante riconoscimento all'artista torinese inserito nel  novero dei cinque artisti contemporanei (tra i quali Marco Di Giovanni e lo scultore Michelangelo Tallone) il cui percorso artistico e le cui opere sono state ritenute degne di comparire in un evento di così alta levatura al fianco dei grandi artisti dell'800 e del 900,Carrà,Sironi,De Pisis per citarne alcuni.
Carlo Iorietti
attualmente riveste il ruolo di  Presidente dell'Associazione Collettivo37 e di Direttore Artistico del Collettivo37  di Torino.

 Le Sue opere sono collocate in varie collezioni private.

 

Hanno scritto di lui:

Cinzia Tesio-Storico dell'arte

Roberto Borra-Direttore "Rivista20"

Il Centro Polivalente di Ostana sede della Mostra "Poesia del vero"-Il paesaggio montano dall'800 al contemporaneo.
Il Centro Polivalente di Ostana sede della Mostra "Poesia del vero"-Il paesaggio montano dall'800 al contemporaneo.


              il corpo e l'anima

           cromatismi informali



CARLO IORIETTI: EVOCAZIONI DI IMMAGINI INCISIVE

Cinzia Tesio-Storico dell'arte

Chi sa dipingere non sarà mai solo così come chi sa suonare. La sua anima condurrà il suo pennello ed il suo spirito passerà attraverso il corpo con un fremito fino alle dita che correranno veloci sulla tela o sulla tastiera. La tela si riempirà di colori come note musicali che si armonizzeranno per riempirci gli occhi e trascinarci in un mondo diverso dal momento vissuto.
Mano sicura quella di Carlo Iorietti, leggera, stemperata, delicata, che non aggredisce ma che trasmette valore e significato al volume di un corpo o di un paesaggio che vive in noi e per noi. Essi si mostrano attraverso l’artista ai nostri occhi; si tendono e ci invitano a toccarli, tanto paiono veri nella loro tridimensionalità.
Il colore, la materia con cui il lavoro viene realizzato in Iorietti, non è solo oggetto di studio accademico, è anche attrice ed interprete.
Dare materialità ad un paesaggio o ad un corpo per l’artista torinese significa caricarlo di significati. I panorami, i profili, gli sguardi o le schiene, racchiudono per Iorietti la nostra storia, si caricano di simboli e divengono partecipi del nostro vivere.
Ma procediamo con ordine a analizziamo con attenzione il suo lavoro.
Dopo la formazione accademica avvenuta presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, inizia il suo percorso espositivo in numerose collettive e personali. Lo studio gli ha trasmesso l’importanza della tecnica e, soprattutto del disegno che in Iorietti sembra testimoniare una vocazione espressiva autentica e senza trucchi. Il disegno, diceva Ingres, è la probità dell’arte. E’ un aforisma che, tradotto in italiano corrente, significa pressappoco: “il disegno dà la misura dell’onestà e dell’autenticità di un artista”.
Ha studiato i grandi maestri del passato e nella amorosa contemplazione degli antichi, Carlo Iorietti è andato elaborando uno stile quanto mai originale e suggestivo. Le sue opere sono dense di un simbolismo enigmatico arricchito da piacevoli note coloristiche e da delicate modulazioni in un notevole contrasto di chiari e di scuri. Pittore caratterizzato dalla notevole perizia tecnica ha rivelato, fin dalle prime manifestazioni pittoriche, una singolare capacità di evoluzione artistica che dava concretezza tangibile al suo dinamismo interno. Questo perché Iorietti è un uomo, prima che un artista, di estrema coerenza morale. Un uomo che porta avanti il suo discorso con il giusto rigore senza scendere a compromessi con le lusinghe delle mode.
Alcuni sono i punti fondamentali per analizzare i suoi dipinti: a partire dal fondo che è colorato e che ha lo scopo di conferire all’insieme delle sue splendide opere una unità precisa. Essa si presenta con una serie di variazioni su pochi motivi fondamentali, possibili di innumerevoli sviluppi, ricchi di implicazioni destinate a svolgersi secondo un ordine mentale e onirico prima che pittorico.
Si prosegue con il modello - inteso sia dal punto di vista figurale che naturalistico - che per lui non rappresenta “l’optimum” ma costituisce unicamente un principio da cui trarre sensazioni che, talvolta, possono sembrare anche surreali e invece sono vicine e, vorrei dire, prossime alle vere e pure genuine emozioni creative delle sue opere.
Il terzo punto è quello più importante e riguarda l’aspetto interiore della sua personalità: per comprenderlo bisogna avvicinarsi alla sua opera con sensibilità e attenzione. Solo così si può comprendere come la pittura sia per Iorietti, non “un capriccio” ma un modo di essere e di vivere, un mezzo per ricreare valori critici che testimoniano la sua poetica.
C’è un qualcosa di spirituale nella sua pittura che si stempera e diventa mistero, avvicinandosi ad un “humor” che rappresenta la realtà della sua vita.
Analizziamo alcuni lavori: mi colpiscono i trittici dal titolo: “Il buio” e “Stanza” e l’immagine sacra della VII Stazione in cui le immagini di profilo e di schiena e il volto sofferente del Cristo dai colori accesi codificano la sua pittura caratterizzata dal desiderio di una compiutezza formale.
Interessante osservare il desiderio di entrare nei dettagli, quali ad esempio le mani, l’orecchio, la muscolatura, le grida di Gesù, la corona di spine, da cui esige, di contro, le imprese di qualità di sentimento o di oggetto. Poiché il desiderio non cerca solo il soggetto ma anche l’emozione parziale. E lo cerca all’insegna dell’esattezza che, insegna Calvino, è evocazione di immagini visuali, nitide, incisive, memorabili. Insomma immagini icastiche.
Ecco allora in Iorietti una combinazione che crea una sorta di disciplina: quella che permette di “creare immagini ricche di necessità interne” in grado cioè di catturare l’attenzione necessaria per imporsi, attraverso i molti particolari e significati, che riconducono, però, sempre all’immagine.
Nel suo recupero della tecnica ad olio la pittura di Carlo Iorietti trasuda passato perché è assetata di futuro.


IL CORPO E L'ANIMA


"ICEBERG" & "MONTAGNE"



L'ARTISTA CARLO IORIETTI PARTECIPA ALLA MOSTRA "POESIA DEL VERO"-IL PAESAGGIO MONTANO DALL'800 AL CONTEMPORANEO A CURA DELLA CRITICA E STORICA DELL'ARTE D.ssa CINZIA TESIO.

Si tratta di un importante riconoscimento all'artista del Collettivo 37 di Torino  inserito nel  novero dei cinque artisti contemporanei (tra i quali Marco Di Giovanni e lo scultore Michelangelo Tallone) il cui percorso artistico e le cui opere sono state ritenute degne di comparire in un evento di così alta levatura al fianco dei grandi artisti dell'800 e del 900,Carrà,Sironi,De Pisis per citarne alcuni.

 


Partecipazione Mostre ed Eventi

Artisti del     Collettivo  37   Arte   Contemporanea






LA PRIMA TAPPA DEL PROGETTO ESPOSITIVO DELLA VIA CRUCIS 37 SI E' SVOLTO NELLA PRESTIGIOSA LOCATION DELLA CHIESA TARDOGOTICA DI SAN VITTORE A POLLENZO,SITO DELL'UNESCO ,PATRIA DELL'UNIVERSITA' DEL GUSTO E DELLA BANCA DEL VINO.

photo:Roberto Borra


L'Agenzia di Pollenzo

A partire dal 1835, sull'area della città romana Pollentia, per volontà di Carlo Alberto nasce una Tenuta reale di casa Savoia.
A fine degli anni novanta su iniziativa di Slow Food prende vita il progetto di recupero del grande complesso dell'Agenzia in cui oggi si trovano l'Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, la Banca del Vino, l'Albergo dell'Agenzia con l'annesso Ristorante Garden. Il complesso carloalbertino di Pollenzo è un sito iscritto al Patrimonio Mondiale Unesco "Residenze Sabaude".

 


testo e fotografie tratte dal sito Agenzia di Pollenzo


Roberto Borra -Collettivo37 © All Rights Reserved


 Collettivo 37-Via Sant'Ottavio 37

Torino